Guida a Villa Necchi Campiglio: l'art déco milanese di via Mozart
Dietro il cancello di via Mozart 14, a due passi da Porta Venezia, c'è una villa che sembra fuori dal tempo. Villa Necchi Campiglio conserva intatti gli interni, gli arredi e il giardino voluti dalla famiglia che l'ha abitata, e dal 2008 è una delle poche case private di Milano visitabili da tutti.
L'ha progettata Piero Portaluppi tra il 1932 e il 1935 per Angelo Campiglio e le sorelle Gigina e Nedda Necchi. L'art déco qui non è una citazione: è la struttura stessa delle stanze, dai soffitti a losanghe alle vetrate della veranda.
La storia: da casa di famiglia a casa museo
Portaluppi firmò ogni cosa: infissi, marmi, legni di radica, perfino i copricaloriferi. Il risultato è un edificio razionalista con un'anima decorativa, costruito con soluzioni modernissime per l'epoca, come la portineria separata, l'ascensore interno e il tunnel di servizio.
Nel 1938 la famiglia chiamò Tomaso Buzzi per ammorbidire alcuni ambienti con elementi neoclassici, arazzi e arredi più aristocratici. Nel 2001 Gigina e Nedda Necchi donarono la villa al FAI; dopo il restauro l'apertura al pubblico è arrivata il 28 maggio 2008. Nel 2024 la casa museo ha superato le 100mila visite.
Cosa vedere stanza per stanza
La hall e le collezioni
Si entra da una hall monumentale, dove convivono La famiglia del pastore di Mario Sironi e L'Amante morta di Arturo Martini. Le pareti raccontano tre raccolte arrivate per donazione: la De' Micheli con il Settecento veneziano, la Gian Ferrari con il Novecento italiano e la Sforni con disegni di Modigliani, Picasso e Fontana.
Il piano terra e le camere
Biblioteca, salone, veranda con serra, fumoir e sala da pranzo: ogni ambiente ha arredi disegnati dall'architetto. Al piano superiore ci sono le camere da letto e i bagni rivestiti di marmi colorati e specchi, più due appartamenti per gli ospiti. È la parte che sorprende di più, perché sembra che qualcuno ci viva ancora.
Il giardino, la piscina e il tennis
Fuori, il giardino circonda una piscina privata e un campo da tennis, lussi rarissimi in centro a Milano negli anni Trenta. Ci sono anche la serra e il garage: guardarli aiuta a capire quanto la villa fosse un piccolo mondo autosufficiente, chiuso tra i palazzi del quartiere.
Orari, biglietti e come arrivare
Indirizzo: via Mozart 14, Milano. Orari: dal mercoledì alla domenica, 10:00-18:00, con ultimo ingresso alle 17:00. Chiusa lunedì e martedì.
Biglietti: intero 15 euro, ridotto 9 euro, ingresso gratuito per gli iscritti FAI. La prenotazione non è richiesta, ma nei weekend conviene presentarsi all'apertura. Info aggiornate sul sito ufficiale del FAI.
Come arrivare: metro M1 alle fermate Palestro o Porta Venezia, poi pochi minuti a piedi. Siete nella stessa zona delle vie dello shopping di corso Venezia e del quartiere di Brera, che merita una passeggiata prima o dopo la visita.
Villa Necchi al cinema
La villa è il set di Io sono l'amore, il film del 2009 diretto da Luca Guadagnino: le sale e il giardino fanno da sfondo alla famiglia Recchi. Da allora l'edificio è diventato un riferimento per chi cerca l'immagine più elegante di Milano, e non solo per i cinefili.
Consigli per una visita senza sorprese
La mattina in settimana è la fascia più tranquilla: alle 10:00 si entra quasi subito e si gira con calma. Il percorso dura circa un'ora, ma chi legge le didascalie e si ferma in giardino arriva facilmente a due ore.
Abbinate la villa a un giro tra Duomo e Galleria Vittorio Emanuele II se avete una giornata intera, oppure alla Pinacoteca di Brera se il tema è l'arte. Per i giorni di pioggia, la villa entra di diritto nella lista di cosa fare a Milano al coperto.
Un'ultima idea: chi cerca angoli poco battuti può aggiungere alla mappa i luoghi insoliti di Milano e approfittare delle domeniche con i musei gratis per il resto del weekend.