La Valtellina in autunno: borghi, vino e natura
Tra fine ottobre e novembre la Valtellina cambia pelle: i vigneti sopra Sondrio passano dal verde al rame, i castagneti si accendono e nelle giornate limpide il Bernina si vede da tutta la valle. Da Milano si arriva in treno in poco più di due ore, senza macchina e senza pensieri di parcheggio.
L'itinerario che segue copre la valle da est a ovest, Tirano, Sondrio, Chiuro e Teglio, con le deviazioni enologiche che meritano una giornata intera. Meglio distribuire tutto su due giorni: in uno solo si finisce a correre e i borghi si assomigliano tutti.
Come arrivare da Milano
Il RegioExpress RE8 di Trenord parte da Milano Centrale e ferma a Monza, Lecco, Varenna, Bellano, Colico, Morbegno, Sondrio, Tresenda-Aprica-Teglio e Tirano. Per Sondrio servono circa due ore, per Tirano circa 2h30. La frequenza è di un treno ogni ora, quindi la gita si improvvisa anche il sabato mattina.
In auto si segue la SS38 da Lecco: il percorso è panoramico ma lento nel tratto del Lago di Como, e la domenica sera il rientro verso Milano si allunga. Chi parte in treno può permettersi un bicchiere di Valtellina Superiore in più.
Consiglio pratico: puntate sulla partenza della prima mattina, così a Sondrio siete in valle prima delle 10; il rientro nel tardo pomeriggio lascia spazio a una cantina e a un giro a Teglio.
Tirano, la porta della valle
Indirizzo: Piazza Basilica, Tirano (SO), a cinque minuti a piedi dalla stazione.
Cosa lo rende speciale: il Santuario della Madonna di Tirano è uno dei complessi rinascimentali più scenografici della Lombardia, con la facciata affacciata su una piazza chiusa dai portici. Poco distante parte la ferrovia retica del Bernina Express, patrimonio UNESCO dal 2008: un paio d'ore di curve tra i tornanti di Brusio e i ghiacciai del Bernina, fino a Saint Moritz.
Da provare: la passeggiata nel centro storico tra Piazza Basilica e Corso Italia, con sosta in una pasticceria per i biscotti di mandorla. Il giro del santuario è gratuito; il Bernina Express va prenotato con giorni di anticipo, soprattutto nel weekend.
Sondrio e i castelli
Indirizzo: Castel Grumello, Via Sant'Antonio 645, Montagna in Valtellina (SO).
Cosa lo rende speciale: due torri diroccate in mezzo ai vigneti, con la vista che spazia da Sondrio alla valle. Il castello è aperto da martedì a domenica, dalle 10 alle 18 da marzo a settembre e dalle 10 alle 17 da ottobre a gennaio. In città merita una sosta anche il Castello Masegra, sede del CAST, il museo narrante dedicato alla cultura alpina.
Da provare: il sentiero che scende da Grumello verso Ponte in Valtellina tra i terrazzamenti, un'ora di cammino senza dislivello serio. Scarpe da trekking leggere bastano.
Qui il paesaggio è il vero monumento: i vigneti terrazzati del versante retico sono candidati al patrimonio UNESCO, mentre l'arte dei muretti a secco è già patrimonio immateriale dal 2018. Le vigne si chiamano Chiavennasca, il nome locale del Nebbiolo.
Chiuro e i terrazzamenti
Indirizzo: Via Castello, Chiuro (SO).
Cosa lo rende speciale: il borgo sta su un dosso tra i vigneti, con il Castello di Chiuro e le sue cantine storiche. È la sede della Strada del Vino e dei Sapori della Valtellina, che collega aziende agricole e piccole cantine.
Da provare: una degustazione di Valtellina Superiore DOCG nelle sottozone Sassella, Grumello, Inferno, Valgella e Maroggia, più un calice di Sforzato, ottenuto da uve appassite. Le cantine lavorano su prenotazione: scrivete prima, non presentatevi all'improvviso.
Chi vuole allungare la giornata può fermarsi a Morbegno, porta d'ingresso della valle, e seguire il programma di Morbegno in Cantina. In autunno le iniziative enologiche si concentrano nei weekend: date un'occhiata anche a Gustosando in Valtellina e alla rassegna vendemmia in Lombardia.
Teglio, patria dei pizzoccheri
Indirizzo: Piazza San Eufemia, Teglio (SO).
Cosa lo rende speciale: il paese è famoso per i pizzoccheri, la pasta di grano saraceno condita con verza, patate, burro e formaggio. L'Accademia del Pizzocchero di Teglio ha codificato la ricetta e organizza le giornate dedicate al piatto. Il centro storico, con il Castello e la torre, è piccolo e si visita in un'ora.
Da provare: un piatto di pizzoccheri in una trattoria del centro, seguiti da una fetta di bresaola della Valtellina IGP, ricavata dalle cosce di bovino tra i 18 mesi e i 4 anni. Nei weekend di ottobre i posti in trattoria finiscono presto: prenotate o arrivate prima delle 12.30.
Per i colori autunnali, il periodo migliore va da metà ottobre a inizio novembre: qui i boschi di castagno sono tra i più estesi della provincia. Se cercate altre mete con lo stesso clima, c'è la guida al foliage in Lombardia e il calendario delle sagre delle castagne.
Cosa mettere in valigia e come muoversi
Le mattine sono fredde: strati, giacca impermeabile e scarpe chiuse. I mezzi pubblici tra i paesi funzionano, ma le corse si diradano nel pomeriggio, quindi conviene fissare il rientro. I biglietti si comprano in stazione o sull'app Trenord.
Per il vino, luglio e settembre sono i mesi delle anteprime, ma l'autunno è la stagione giusta per entrare in cantina senza folla. Un'altra idea enologica vicino a Milano è il Milano Wine Week; per chi cerca una gita più corta, ci sono Legnano in Vino e i Giorni del Melgotto a Gandino.
Domande frequenti
Quanto tempo serve per visitare la Valtellina?
Due giorni sono il minimo per unire Tirano, Sondrio e una cantina. Tre giorni permettono di salire in alta valle o di prendere il Bernina Express.
Si può fare senza macchina?
Sì. Il treno ferma in tutti i paesi principali e da Sondrio ci sono autobus per Teglio e Chiuro. I tempi però si allungano: calcolate una giornata per due borghi.
Qual è il periodo migliore per i colori d'autunno?
Da metà ottobre a inizio novembre, con il picco nelle due settimane centrali di ottobre. Dopo le prime piogge forti i castagneti perdono le foglie in fretta.
Quanto costa una degustazione?
In cantina si va da 15 a 30 euro per tre o quattro calici, spesso con tagliere di salumi e formaggi. Le visite guidate costano di più e richiedono prenotazione.