L'Oltrepò Pavese: vino, borghi e castelli

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Panorama dell'Oltrepò Pavese tra vigneti e borghi di pietra

L'Oltrepò Pavese comincia dove finisce la pianura: colline di vigna, strade che salgono tra i filari e paesi di pietra a un'ora di treno da Milano. È la più estesa area vitivinicola della Lombardia, con 13.500 ettari vitati e oltre trenta denominazioni: numeri da grande regione del vino, paesaggi da gita d'autunno.

Qui non serve un programma rigido. Il percorso classico unisce Zavattarello, Fortunago, Varzi e lo Sperone di Stradella, dove nascono Buttafuoco e Sangue di Giuda. In mezzo ci sono castelli, salumerie storiche e cantine che aprono il sabato.

Zavattarello e la val Tidone

La val Tidone è la parte più aspra dell'Oltrepò, quella che confina con il Piacentino. Zavattarello conta poco più di 900 abitanti e vive tutto intorno al suo castello, arroccato su uno sperone di pietra.

Il castello Dal Verme

Indirizzo: via Carlo Dal Verme 4, 27059 Zavattarello (PV). Il maniero domina il borgo da secoli ed è legato alla famiglia Dal Verme, che ne fece una roccaforte militare prima e una residenza nobiliare poi.

Cosa lo rende speciale: le mura ospitano il MAC, museo d'arte contemporanea dedicato al conte Giuseppe Dal Verme e alla moglie Titina Gavazzi, con ingresso gratuito. Dal 2026 la visita si fa anche con un'app gratuita, che racconta sale e torri senza guida al seguito.

Da provare: il tour guidato, che parte ogni ora. Il castello apre sabato, domenica e festivi dalle 11 alle 19, con ultimo ingresso alle 18; in inverno gli orari si accorciano e in alcuni periodi si entra solo la domenica dalle 11 alle 16; il biglietto intero costa 13 euro, ridotto 9 euro, e 7 euro per i ragazzi dai 6 ai 18 anni. Negli altri giorni conviene telefonare prima di salire.

Intorno al castello, il borgo si visita in mezz'ora: vicoli stretti, la chiesa di San Paolo e qualche balcone che guarda la valle. Fermarsi a dormire qui ha senso se volete la mattina presto tra i filari, senza traffico.

Fortunago e la valle Staffora

Scendendo verso sud la valle Staffora si apre in colline tonde, coperte di boschi e vigneti. È la zona dei borghi di pietra, quelli che in autunno sembrano usciti da un presepe.

Fortunago, il borgo di pietra

Indirizzo: centro storico di Fortunago (PV), circa 380 abitanti a 480 metri di quota. Fa parte dei Borghi più belli d'Italia e ha un impianto medievale rimasto quasi intatto.

Cosa lo rende speciale: le case sono tutte in pietra a vista, con archi, passaggi coperti e scalinate che salgono verso la sommità. I resti delle fortificazioni ricordano che nel 1164 il borgo entrò nelle contese tra i comuni e Federico Barbarossa.

Da provare: una passeggiata al tramonto sul belvedere, poi un bicchiere di Bonarda in una delle cantine del centro. Nei weekend di settembre il borgo ospita Calici di fine Estate, con degustazioni nelle piazze.

Varzi e il salame DOP

Indirizzo: Varzi (PV), borgo medievale sulla Staffora. Il Salame di Varzi è DOP dal 1996 e si produce in 15 comuni della valle, con carne di suino e stagionatura lunga.

Cosa lo rende speciale: qui il salame non è un souvenir, è un'economia. Le botteghe del centro lo vendono intero o a tranci, e molte hanno laboratorio a vista. La tradizione locale lo lega ai Longobardi e ai Malaspina, che ne controllavano il commercio.

Da provare: un panino con salame e formaggio di montagna, poi la salita alle rovine del castello. A fine luglio il borgo si riempie per la Festa della Birra e della Salamella, tre giorni di musica e griglie.

Lo Sperone di Stradella: Broni, Stradella e Canneto

La parte orientale è la zona più vitata e più conosciuta. Lo Sperone di Stradella è una dorsale collinare che comprende Broni, Stradella, Canneto Pavese, Castana, Cigognola e Montescano.

Buttafuoco e Sangue di Giuda

Il Buttafuoco è un rosso di corpo, da uve Croatina, Barbera e Uva rara, con note di marasca e pepe. Il Sangue di Giuda è l'opposto: dolce e frizzante, profuma di confettura e fiori appassiti, e si beve fresco con i salumi.

Entrambi nascono nella stessa fascia di colline, tra i 150 e i 350 metri. La differenza la fanno la vendemmia, più tardiva per il Buttafuoco, e la vinificazione, che per il Sangue di Giuda lascia zuccheri residui.

Da provare: una degustazione in cantina a Broni, dove molte aziende aprono su prenotazione. Le visite guidate con quattro vini e tagliere costano in genere 25-30 euro; i pacchi pranzo completo arrivano a 45 euro.

Il Pinot Nero è l'altra bandiera della zona: in Oltrepò se ne coltivano circa 3.000 ettari, il numero più alto in Italia e il terzo al mondo per estensione. Da queste uve nasce l'Oltrepò Pavese Metodo Classico DOCG, riconosciuto come denominazione autonoma dalla vendemmia 2007.

Il metodo classico qui si fa ancora con la rifermentazione in bottiglia e un affinamento sui lieviti che parte da 24 mesi. Il risultato è un Brut più sapido che in Franciacorta, con note di crosta di pane e agrumi: va servito a 6-8 gradi, non ghiacciato.

Voghera e Casteggio: la porta dell'Oltrepò

Voghera è la città più grande della zona, 40.000 abitanti circa, e il nodo ferroviario da cui si dirama tutto l'Oltrepò. Il castello Visconteo domina il centro, ma non è visitabile: dal Novecento è stato carcere fino al 1986 e oggi attende il restauro.

Vale la pena fermarsi per piazza Duomo, i portici di corso Rosselli e il mercato del sabato. A Casteggio, poco più a nord, la tradizione vinicola convive con le ville di pianura e con l'Oltrepò Pavese DOC che qui ha uno dei suoi centri storici.

Come arrivare e come muoversi

In treno

Da Milano Centrale i regionali per Voghera impiegano circa un'ora, con corse ogni mezz'ora nelle fasce di punta. Per Stradella e Broni si cambia a Pavia o a Voghera, sulla linea per Piacenza.

Il treno basta per Voghera, Casteggio e Stradella. Per Zavattarello e Fortunago serve l'auto: da Voghera sono 30-40 minuti di curve, senza collegamenti pubblici comodi la domenica.

In auto

Da Milano si prende la A7 Milano-Genova e si esce a Voghera o Casteggio; per la parte orientale la A21 Torino-Piacenza ha l'uscita Broni-Stradella. Calcolate 70-90 chilometri a seconda della destinazione.

Quando andare

I periodi migliori sono fine settembre e ottobre, con la vendemmia e i colori, e aprile-maggio, quando le colline sono verdi. A novembre le nebbie mattutine sono parte del paesaggio, ma accorciano le giornate.

D'estate meglio evitare le ore centrali: le colline non hanno molto riparo e le cantine chiudono spesso tra le 12.30 e le 14.

Consiglio pratico

Una giornata in Oltrepò funziona meglio se si sceglie una sola valle e si prenota la visita in cantina con due o tre giorni di anticipo: molte aziende sono piccole e ricevono solo su appuntamento. Chi guida rinunci alla degustazione completa o si organizzi con un conducente. Le strade di collina sono strette e senza illuminazione: meglio rientrare prima del buio, soprattutto in autunno.

Due itinerari: in giornata o nel weekend

In giornata da Milano

Con un solo giorno conviene scegliere un'area e non inseguire tutto. Il giro più semplice parte da Voghera la mattina, sale a Zavattarello per il tour del castello alle 11, pranza a Varzi e chiude a Fortunago al tramonto.

Sono circa 90 chilometri in auto, con strade di collina strette ma ben tenute. Chi viaggia in treno può invece fermarsi tra Voghera, Casteggio e Stradella, spostandosi in taxi per le cantine.

Weekend con notte in collina

Il weekend funziona meglio con due notti: una a Zavattarello o Varzi, l'altra verso Broni. Il primo giorno si dedica ai borghi di pietra e al castello, il secondo alle cantine e a una camminata tra i filari.

Prenotate le visite in cantina con almeno una settimana di anticipo, soprattutto in ottobre: le aziende sono piccole e molte ricevono solo su appuntamento. In novembre l'apertura nel weekend non è scontata, quindi una telefonata vale più di dieci email.

Le cantine da visitare

L'Oltrepò conta 13.500 ettari di vigna e oltre trenta denominazioni, ma le cantine attrezzate per ricevere i visitatori sono poche e quasi tutte a conduzione familiare. Tre indirizzi coprono tre zone diverse: la collina di Calvignano, le vigne di Casteggio e quelle di Codevilla.

Le visite si prenotano quasi sempre online o per telefono, e nei weekend di ottobre i posti finiscono con una settimana di anticipo. Il consiglio è scegliere una cantina per zona e non più di due al giorno: tra un assaggio e l'altro ci sono 20-30 minuti di curve.

Tenuta Travaglino, Calvignano

Indirizzo: località Travaglino, 27045 Calvignano (PV), telefono 0383 872222. La proprietà misura 400 ettari in corpo unico, con 80 ettari a vigneto, dodici cascine e un borgo storico.

Cosa la rende speciale: le cantine sotterranee sono la più antica “cattedrale enologica” dell'Oltrepò, scavate sotto la collina e ancora usate per l'affinamento delle bottiglie. Si visitano con guida e si chiudono con la degustazione dei Metodo Classico.

Da provare: il pacchetto visita più degustazione, da prenotare prima. Nella stessa tenuta c'è la Locanda, con ristorante e cinque camere: è la soluzione più comoda per chi non vuole guidare dopo i calici.

Tenuta Frecciarossa, Casteggio

Indirizzo: via Fratelli Vigorelli 141, 27045 Casteggio (PV). È una delle aziende storiche della fascia collinare, con le cantine aperte per visite guidate in occasione degli eventi in calendario.

Cosa la rende speciale: la tenuta produce Pinot Nero e Metodo Classico, e nei giorni di apertura si degusta lunedì-venerdì dalle 9 alle 17.30, mentre nel weekend si visita su appuntamento; i tour delle cantine storiche si svolgono in occasione degli eventi in calendario. Il viale d'ingresso taglia i filari per un buon tratto, e in autunno è uno dei punti più fotografati della zona.

Da provare: il Pinot Nero in purezza e il Cruasé, il rosato metodo classico nato proprio in Oltrepò. Le visite si prenotano dal sito dell'azienda.

La Genisia, Codevilla

Indirizzo: via Villa 2, 27050 Codevilla (PV). È la cantina più strutturata per l'accoglienza, con un percorso che passa tra vigna, torre vinaria e sala di degustazione.

Cosa la rende speciale: le esperienze sono pensate per chi arriva da Milano senza conoscere il territorio: prima il racconto della zona, poi i calici. Il Pinot Nero è il filo conduttore, dal Classese Brut al rosso vinificato in acciaio.

Da provare: la degustazione con tagliere di prodotti locali, disponibile su prenotazione. Nei weekend di bella stagione si aggiunge il pic-nic in vigna, con cestino e plaid forniti dalla cantina.

Montalto Pavese e i castelli privati

Sopra l'abitato di Montalto Pavese si alza un castello che non compare quasi mai nelle guide: è una dimora privata, chiusa al pubblico per la maggior parte dell'anno. Apre solo in occasioni speciali, come i FAI Day di primavera, con visite a turni ogni 20 minuti, prenotazione obbligatoria e navetta da piazza Vittorio Veneto.

Chi arriva in un giorno qualunque si ferma davanti al portone e guarda il panorama, che dalla cima abbraccia le colline fino alla pianura. Il borgo intorno vive di poche decine di abitanti e di una piazza con la fontana: mezz'ora basta, ma vale la deviazione se siete già sulla strada tra Stradella e Zavattarello.

Per sapere se il maniero apre, l'unica strada affidabile è il calendario della delegazione FAI Oltrepò Pavese. Le date cambiano ogni anno e non sempre vengono annunciate con largo anticipo: una telefonata al comune, nei giorni prima della gita, evita di trovare i cancelli chiusi.

Dove mangiare e dormire

L'Oltrepò non ha grandi alberghi: la ricettività è fatta di agriturismi, bed and breakfast e qualche locanda nei borghi. I prezzi per una doppia in agriturismo stanno in genere tra 90 e 130 euro, colazione inclusa.

A tavola si mangiano salumi, formaggi di capra, risotti e brasati al Bonarda. Nei menu fissi dei weekend si spendono di solito 30-40 euro senza vino; le trattorie di paese costano meno e servono porzioni generose.

Chi vuole abbinare cibo e cantina trovi i pacchetti visita più pranzo: nelle aziende strutturate costano 30-45 euro a persona, con quattro vini, tagliere e due antipasti caldi. È la formula più comoda se non volete guidare dopo la degustazione.

Chi cerca una cena con vista ha un indirizzo sicuro nella Locanda di Calvignano, dentro la tenuta Travaglino: cucina di territorio, cinque camere e prezzi da locanda di campagna. A Varzi e Zavattarello le trattorie del centro lavorano salumi e brasati senza pretese, con menu fissi intorno ai 30 euro.

Per dormire fuori dai borghi, Voghera offre più scelta e prezzi più bassi, ma si perde il silenzio della collina. Chi viaggia in treno e vuole spostarsi a piedi dovrebbe puntare su Stradella o Broni, dove la stazione è vicina al centro.

Domande frequenti

Quanto dista l'Oltrepò Pavese da Milano?

Tra 70 e 90 chilometri, circa un'ora e un quarto di auto. In treno fino a Voghera serve circa un'ora.

Si può visitare l'Oltrepò Pavese senza auto?

Sì per la fascia di pianura e per Voghera, Casteggio, Broni e Stradella. Per i borghi di collina come Zavattarello e Fortunago servono taxi o auto a noleggio.

Quali vini assaggiare per primi?

Pinot Nero, Metodo Classico DOCG, Bonarda, Buttafuoco e Sangue di Giuda. Sono cinque stili diversi e bastano per capire la zona: il Pinot Nero per la finezza, il metodo classico per la bollicina, la Bonarda per il corpo, gli ultimi due per la tradizione contadina.

Il castello Dal Verme è aperto tutti i giorni?

No: apre sabato, domenica e festivi dalle 11 alle 19, ultimo tour alle 18. In settimana si entra su prenotazione.

Quando si vendemmia in Oltrepò?

Da metà settembre a inizio ottobre, prima le uve per il Metodo Classico e poi Croatina e Barbera. In vendemmia molte cantine sono chiuse alle visite: meglio prenotare da fine ottobre.

Dove si compra il vino in zona?

Direttamente in cantina, nelle enoteche di Voghera e Stradella e nei mercati contadini del weekend. I prezzi in azienda sono più bassi che in città, ma molte cantine spediscono solo con ordini minimi di sei bottiglie.

Quanto costa una degustazione?

In media 25-30 euro per visita e quattro vini con tagliere. I pacchetti con pranzo arrivano a 45 euro a persona.

Per allungare la gita, l'Oltrepò si combina bene con la Valtellina in autunno in un altro weekend, o con le gite fuori porta da Milano verso i laghi. Chi pedala può partire dal Naviglio Pavese in bici e arrivare fino a Pavia.

Gli appassionati di vino trovano altri spunti nelle cantine della Lombardia, nel vino novello di San Martino e nel calendario della Milano Wine Week. A Voghera torna anche 50 Sfumature di Pinot Noir.

Per restare in zona, il Palio delle Contrade di Vigevano e la Festa del Fungo Chiodino in Lomellina sono buone occasioni per unire Lomellina e Oltrepò. Chi ama il formato festival enologico può guardare anche Legnano in Vino.

Informazioni aggiornate su orari e tariffe: castellodalverme.com e classeseoltrepopavese.it. Date e aperture cambiano spesso: prima di partire, una verifica sul sito ufficiale evita il viaggio a vuoto.

Quanto tempo serve per visitare l'Oltrepò Pavese?

Un giorno basta per una valle: Zavattarello e la val Tidone, oppure Varzi e la valle Staffora. Per unire borghi, castelli e due cantine serve un weekend, con una notte in agriturismo. Chi arriva in treno resti sulle linee di pianura e sposti gli spostamenti in taxi o con un noleggio.

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